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In questi ultimi anni, l'Autonomia prima e la Riforma scolastica poi, da attesa e prospettiva dell'innovazione, si sono tradotte in provvedimento legislativo, si sono concretizzate in un cospicuo insieme di norme attuative ,secondo le quali, non è più avanti delle altre, ma è - appunto - il sistema che cambia sul terreno dell'organizzazione, della didattica e su quello amministrativo contabile. I vari insegnamenti esprimono modi diversi di articolazione del sapere, di accostamento alla realtà, di conquista, sistemazione e trasformazione di essa e a tal fine utilizzano specifici linguaggi che convergono verso un unico obiettivo educativo: lo sviluppo della persona nella quale si realizza l'unità del sapere. I vari linguaggi, concorrono attraverso il processo di comunicazione, utilizzano contenuti, attività, strumenti specifici a seconda della disciplina, tesi all'acquisizione di un sapere unitario. Di conseguenza, possono stabilirsi modalità di cooperazione tra i diversi insegnamenti, cooperazione che dovrà consentire di perseguire, per vie diverse, gli obiettivi della programmazione educativa e di mettere a disposizione di altre discipline i contributi specifici dell'uno e dell'altro ambito. Riuscirà pertanto pedagogicamente e didatticamente utile programmare le interrelazioni delle varie discipline in vista di un approccio culturale alle realtà più motivato e concreto volto all'acquisizione di un sapere articolato ed insieme unitario. Tutta la programmazione scolastica va ripensata, se si accoglie la prospettiva che la cultura scolastica può costituire un'occasione per comprendere che ogni area disciplinare e ciascuna forma di apprendimento testimoniano l'importanza del tramite culturale nella perenne interazione tra soggetto e realtà. Questa relazione può essere individuata solo se l'insegnante vive l'insieme delle aree disciplinari come complesso di risposte diversificate, provocata dal bisogno di rispondere a problemi derivanti dall'ambiente al cui interno l'uomo deve integrarsi. Ogni disciplina di studio si presenta allora come insieme di soluzioni, elaborate nel tempo per rispondere a specifici problemi suscitati dal contesto territoriale sociale culturale entro il quale la scuola sviluppa la sua azione. Gli alunni vanno posti a contatto diretto con i fenomeni da analizzare in modo tale che essi possano sviluppare percezioni del mondo, che divengano oggetto di indagine, rendendo cosciente il rapporto con l'ambiente sociale in cui si vive. L'organizzazione della conoscenza soggettiva, diviene emblema dell'organizzazione della cultura, differenziata nelle aree del sapere, nelle discipline del curricolo scolastico, che esprimono la storia del pensiero. Se correttamente interpretate, tutte le discipline curricolari, sia pure in forme diverse, promuovono nell'alunno comportamenti cognitivi, gli propongono la soluzione di problemi, gli chiedono di proporre risultati verificabili, esigono che l'organizzazione concettuale e la verifica degli apprendimenti siano consolidate mediante linguaggi appropriati. Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumenti e occasione per un sapere unitario, ma articolato e ricco di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte. La fase progettuale riveste, pertanto, un'importanza essenziale allorchè l'Istituzione Scolastica:
La scuola dell'autonomia come sistema formativo flessibile, intenzionale, promozionale, recupera attraverso l'attività progettuale dei percorsi disciplinari e dei processi formativi, la sua funzione primaria di agenzia educativa privilegiata in una società complessa di tipo policentrico; soprattutto in questo inizio di Terzo Millennio, ma soprattutto in questo particolare periodo storico a livello nazionale e mondiale, essa deve essere pronta ad enfatizzare al massimo il problema dell'identità culturale e della cittadinanza. Uno dei compiti essenziali della scuola è proprio quello di creare dei cittadini consapevoli e ben integrati, favorendo in primo luogo la socializzazione, il rispetto di regole condivise, la capacità di star bene con gli altri e rispettare il valore della persona, l'apprendimento di basi culturali comuni. Ma nel mondo attuale, la cittadinanza, in senso culturale e sociale, prima ancora che giuridico, è divenuto un concetto sempre più complesso. Con nostra grande sorpresa ci scopriamo sempre più cittadini in almeno cinque sensi diversi: A) Cittadini di un Comune, che è il luogo più elementare e decisivo per la crescita democratica e culturale, il luogo in cui si decide se si è integrati o emarginati; B) Cittadini di una Regione, che diventa sempre più il luogo decisivo di formazione della volontà politica collettiva; C) Cittadini dello Stato, la cui unità ed identità, è un bene prezioso da salvaguardare; D) Cittadini di un'Europa che è ormai un gigante economico, che si propone come la nostra grande casa; E) Cittadini di un mondo che ha urgenza di riconoscersi in valori comuni quali la pace, i diritti umani, lo sviluppo, la solidarietà. Questa identità complessa, cui i giovani debbono essere preparati fin dalle Scuole dell'Infanzia, richiede un grande sforzo di rinnovamento delle pratiche educative allo scopo di favorire l'integrazione dei futuri giovani in una serie di comunità concentriche, da quella naturale della famiglia, a quelle essenziali, ma limitate, della scuola e del lavoro, per sfociare infine nelle cinque forme di cittadinanza delineate sopra. Essere cittadini consapevoli implica, nelle condizioni attuali, la capacità di proporsi come soggetti dello sviluppo, in grado di dare un contributo per promuovere se stessi e la comunità; implica anche un armonioso inserimento nell'ambiente, non solo come fruitori passivi e distratti dell'ambiente naturale ed urbano. In questo processo di crescita culturale bisogna dare nuovo impulso ad una collaborazione col mondo della ricerca in campo pedagogico-didattico e tecnologico per una strategia globale volta alla promozione della persona e del cittadino. |
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